Non è improbabile che questo straordinario rito celtico, che in altri villaggi della Carnia è noto come: cidulis, cidules, cidulinis, e scjalètis, tragga le sue origini da un rarissimo fenomeno astronomico che in un lontano passato può aver stravolto i nostri Avi Carni: il passaggio di una bellissima cometa. A Paularo il rito delle "Pirulas" si celebra in più di un'occasione, nei mesi di giugno e luglio.

La nostra "quadrella" è realizzata con legno di faggio ben stagionato, ed il suo lato è di circa 7 centimetri ed il suo spessore è di cm 2. Al suo centro è praticato un foro circolare per consentirne il lancio mediante un bastone flessibile. Una delle due facciate quadrangolari viene smussata in modo da ottenere un tettuccio piramidale, che consentirà alla quadrella un volo più lungo e più stabile. Il leggero ostacolo alla penetrazione dell'aria, causato dai suoi quattro spigoli, provoca la caratteristica "doppia coda luminosa" che rende l'oggetto infuocato molto simile ad una minuscola cometa. Una verga di orniello appena recisa (lo stombli), della lunghezza di m.1,50, è la molla che dà l'incredibile spinta verso il cielo alla nostra "cicindela". L'abbrivo è favorito da una perfetta battuta di lancio effettuata sopra ad una tavola di legno (la muša), disposta in posizione leggermente rialzata in direzione del fondovalle. Sono gli anziani gli esecutori più esperti nel realizzare le rinomate quadrelle, e per tempo ne preparano una grande quantità. Al termine dei lanci ufficiali le "pirulas" che sopravanzano verranno regalate ai più giovani per il loro allenamento. Sono ancora diversi i borghi della Valle del Chiarsò i cui abitanti, sorretti dal profondo stimolo del "Sânt scugnÎ fâ!" (del "Santo dover fare!"), dedicano tempo e fatica per celebrare l'antico rito in onore di Beleno.

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Testo di Rino De Crignis

 

 

 

 

 

 

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Sjvòla, sjvòla cidulùta.
Passa dôlçia sul Cjarsòn:
puàrta lûs inta valida,
tal Pais ch'ai vuèi tan bon.

Và lontàn cidulùta,
puàrta lûs sui bièi "Salèz"
un to ràj par ducj chei 'zovins,
pai plui piçui: benedèz!

In ta l'alt dal bièl Ravinis
un augurio a ducj fasjìn:
"un Paulâr plui bièl di prima
e bondança cença fin!"

Rino De Crignis

A.S.C. RAVINIS - L'associazione - Carnevale artistico - La leggenda dei Guriùz - Tradizioni
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